Cos’è la resilienza

Per capire cos’è la resilienza basta guardare la natura, anche semplicemente nel pratino vicino casa. Vi è mai capitato di vedere le margheritine piegate sotto un violento temporale? Effettivamente devono affrontare un evento difficile e forse anche traumatico, ma una volta passato il temporale rimangono piegate? Per niente. Rialzano la testa, magari sono ancora più belle di prima per l’abbondante acqua azotata che hanno ricevuto. Questa capacità illustra bene questa qualità che dà la forza di affrontare e superare situazioni di crisi, anche traumatiche, sfruttando le opportunità che può presentare. Tuttavia spesso si confonde la resilienza con la resistenza. Scopriamo qual è la differenza.

Differenza tra resilienza e resistenza

Molto spesso questi due termini vengono usati come sinonimi. Ciononostante definiscono due modi diversi di affrontare una difficoltà. Certamente la resistenza permette di superare un momento critico, ma deriverà da un’azione contrastante, di opposizione. Questa sarà frutto della nostra esperienza e dal nostro contesto, per esempio la famiglia, il lavoro, gli amici o lo sport. In altre parole questa forza nasce dall’associazione del “noi” e del mondo che ci circonda.
Per quanto riguarda la resilienza, anch’essa permette di affrontare una difficoltà. Tuttavia la sua forza nasce dentro di noi, con l’atteggiamento che manifestiamo nei confronti della criticità.
Quindi la differenza sta nell’attitudine che mostreremo davanti all’evento traumatico. La resistenza tiene duro, ma subisce l’evento. La resilienza, con un attitudine positiva, al contrario, riuscirà non solo a resistere, ma anche a coglierne le opportunità. È un atteggiamento positivo.

Impariamo cos’è la resilienza dalla natura

Per comprendere bene il significato di queste diverse caratteristiche, lasciamo che sia la natura ad insegnarcelo.

Resilienza del giunco
Resistenza della quercia

Se guardiamo la quercia, tutto concorre a darle resistenza, i suoi grandi rami, le sue poderose radici, nonché il terreno nel quale affondano. Che dire del giunco? Non ha di certo queste proprietà, ma cosa gli dà la capacità di superare anche un vento molto violento? Il suo flettere, la capacità di adattarsi alla circostanza.

Come lo puoi vedere dalla foto iniziale, un altro esempio di resilienza in natura ce lo dà il monte Pelée in Martinica. Nel 1902 questo vulcano distrusse la città di Saint Pierre e ovviamente tutta la baia circostante. Sicuramente un evento traumatico per la flora e la fauna locale. Nondimeno, anche se il segno del cataclisma rimane, la natura coglie le opportunità per continuare a sostenere il suo ecosistema. Non è un eccellente esempio?

Costruire la resilienza

Considerato che questa qualità deve venire da noi, la domanda è: come fare per svilupparla. Come per attraversare un fiume passeremo su diversi sassi fino ad arrivare sull’altra sponda, allo stesso modo possiamo rafforzare alcuni aspetti della nostra personalità.

  • Sviluppare una prospettiva corretta, facendo la differenza tra i problemi più gravi e quelli di poco conto.
  • Confrontarsi e imparare da chi ha vissuto situazioni difficili.
  • La pazienza è la madre delle virtù, potenziarla ci permetterà di saper darci il tempo per gestire l’emotività.
  • La gratitudine è un’abitudine da prendere. C’è sempre qualcosa per cui essere grato, bisogna saperlo vedere e apprezzare.
  • Le circostanze non sempre dipendono da noi, ma le nostre reazioni sì. Imparare ad accontentarci ci sarà di grande aiuto.

Autovalutazione

Per valutare se abbiamo questa bella qualità possiamo riflettere sulle seguenti affermazioni. Più fanno parte di noi, più è alto il nostro livello.

Resilienza psicologica test:

  • Resto calmo e concentrato in circostanze difficili o di grande confusione.
  • L’ottimismo è il mio leitmotiv e considero gli ostacoli temporanei e sormontabili.
  • L’incertezza non mi destabilizza.
  • Sono adattabile.
  • Ho il senso dell’umorismo.
  • Ho una buona autostima e senso di autoefficacia.
  • Sono capace di chiedere aiuto.
  • Mi piace capire e sperimentare cose nuove.
  • Ho buone capacità di problem solving.
  • Sono flessibile.
  • So ascoltare gli altri e mostro empatia.
  • So imparare e trarre il meglio dalle esperienze mie e degli altri anche se negative.
  • Riesco a cogliere le opportunità anche quando non sono evidenti.

Non farti sfuggire preziose opportunità

Capire cos’è la resilienza non serve solo a fare dialettica. Specialmente in questo periodo, dove ci potremmo sentire spesso in gabbia o senza via d’uscita. Questa caratteristica ci può far vedere nuove opportunità che stanno nascendo e così darci il tempo di prepararci a coglierle. Ti chiedi quali? Leggi l’articolo lavoro post pandemia e scopri quali occasioni si possono presentare.

Foto: Rovine di Saint-Pierre dopo la catastrofeBaie de Saint-Pierre oggi

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