Lavoro post pandemia

C’è chi dice che la sopravvivenza non è del più forte, ma del più adatto. La pandemia che ci sta travolgendo mette in evidenza proprio la nostra capacità di adattamento. Il Covid-19 ha modificato le abitudini di tutti, dai bambini con la scuola in didattica a distanza ai più grandi con lo smart working.

Questo grande cambiamento può aprire la porta a nuove opportunità sia per chi cerca un impiego che per chi ce l’ha già. Sei pronto a cogliere la palla al balzo? Vediamo insieme i cambiamenti innescati dal Covid-19 e quali opportunità spuntano all’orizzonte per un lavoro post pandemia.

Post pandemia significato

Nessuno può mettere in dubbio i numerosi cambiamenti che abbiamo fatto a causa del coronavirus. Si sono modificate le attività quotidiane sia scolastiche che lavorative, ma anche le nostre abitudini sociali. Anche se il desiderio di tornare alla normalità è molto forte, non possiamo ignorare l’evoluzione profonda che tutto ciò ha portato nelle nostre vite e nel nostro paese.

Crisi del lavoro in Italia dopo la pandemia

Anche se era già presente una crisi del lavoro da nord a sud della penisola, questa emergenza sanitaria ne ha accentuato sicuramente le criticità. Molte attività affrontano grosse difficoltà dovute alle varie chiusure e limitazioni indette dal governo.

Inoltre sorgono molti interrogativi su cosa succederà quando termineranno i fondi della cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti. La preoccupazione e l’incertezza sono solo naturali.

Cambiamento del mercato del lavoro

Tuttavia il lockdown ha anche accelerato l’evoluzione del mercato del lavoro. Molte professioni di tipo intellettuale sono emerse grazie alla rivalutazione dello smart working. Non solo, molte aziende hanno scoperto e apprezzato nuove modalità organizzative.

Infatti in un primo tempo hanno dovuto adattare il proprio modo di lavorare alla situazione emergenziale, per esempio organizzando il lavoro dei propri dipendenti da remoto, scoprendone in seguito, però, i numerosi vantaggi sia da un punto di vista umano che economico.

Altre imprese hanno orientato la loro attività verso il digitale, per esempio sviluppando e-commerce o siti web che offrono prodotti e servizi online. Com’è successo anche nel corso della storia, la pandemia lascerà un segno molto netto tra il prima e il dopo a tutti i livelli anche da un punto di vista professionale e lavorativo. Quindi la domanda è come riuscire a prepararsi per il lavoro post pandemia. Per farlo sono essenziali due caratteristiche.

Affrontare la crisi grazie a resilienza e job crafting

Ultimamente abbiamo sentito spesso parlare di resilienza, perché è una qualità che dà la capacità a chi la possiede di resistere ad un evento traumatico o ad un periodo difficoltoso. È interessante che questo termine può essere usato in svariati ambiti, oltre la psicologia, anche nei campi dell’ingegneria o della biologia.

In ognuno di questi casi riflette la capacità di una persona, un materiale o anche di un ecosistema di oltrepassare una situazione difficile o di crisi in modo positivo così da continuare con le proprie attività e funzioni. Potremmo affiancare alla resilienza i concetti di elasticità e flessibilità.

Hai mai sentito parlare di “job crafting”? Se scrivi nella barra di ricerche in inglese “job crafting definition” troverai un approccio definito da un gruppo di psicologi statunitensi nel 2001. Di fatti è correlato alla resilienza, ma applicato specialmente a chi lavora. Questa caratteristica denota l’atteggiamento proattivo del lavoratore autonomo o dipendente, quando riscontra la necessità di un cambiamento nella sua attività. Questo può riguardare l’area dei compiti o delle responsabilità, delle relazioni umani o della

propria mentalità.
Sviluppare questi atteggiamenti permette sia a chi cerca che a chi ha già un lavoro di avere una mente aperta, pronta a cogliere i nuovi bisogni e di conseguenza le nuove opportunità che si presentano, modellando e adattando con flessibilità le proprie circostanze.

Cogliere le opportunità professionali post coronavirus

La situazione endemica ha richiesto il distanziamento sociale. Questa nuova realtà ci ha richiesto un uso accresciuto di tante tecnologie digitali, come per esempio le piattaforme di videoconferenza o di condivisione.

Sono incrementate in modo importante anche tutte le attività svolte in ambiente digitale, acquisti, corsi di formazione, consulenze di vario genere. Questo fatto porta un aumento importante di tutte le figure che lavorano nel mondo digitale. Ne possiamo menzionare alcune:

Figura professionaleMansione
Web developperProgetta e sviluppa siti internet e applicazioni web
E-commerce managerSviluppa l’esperienza d’acquisto dell’utente
Digital marketing specialistSviluppa strategie di digital marketing finalizzate a rafforzare la presenza del brand su web, ottimizzando il rapporto tra costi/vendite e ritorno d’investimento
Content e Social Media ManagerSviluppa la comunicazione digitale volta a rafforzare l’engagement dell’utente per portarlo a convertirsi in cliente
SEO copywriterPianifica ed elabora contenuti web di qualità sia per l’utente che per i motori di ricerca
Cloud managerGestisce la migrazione dei dati, la scelta delle tecnologie più appropriate per l’integrazione e la sicurezza delle infrastrutture
Cyber information security officerProtegge gli asset informativi, stabilisce i processi necessari, per esempio, realizzando programmi appositi per limitare i rischi
UX/UI designerDefinisce e sviluppa l’esperienza digitale dell’utente.
Data scientistAnalizza i dati per guidare la direzione aziendale nelle sue decisione strategiche così da monetizzare i dati in suo possesso

Pronti con professioni post pandemia

Occupati o disoccupati dobbiamo essere desti nel discernere i cambiamenti del mercato del lavoro e metterci in condizione di cavalcare l’onda. Formazione, aggiornamenti e sviluppo di nuove competenze sono il segreto per essere preparati per il futuro che è già alle porte.

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