Sagre e fiere all'aperto: i controlli di sicurezza che pochi organizzatori conoscono
di Redazione
24/08/2026
A fine agosto, tra Puglia e dintorni, il calendario si riempie di sagre paesane, fiere di prodotti tipici, feste patronali che occupano piazze e strade per intere settimane. Dietro le luminarie e i banchi gastronomici, però, c'è un livello di burocrazia che la maggior parte degli organizzatori - spesso volontari, comitati parrocchiali, pro loco con poche risorse - scopre solo quando è già troppo tardi, magari a pochi giorni dall'evento, quando il Comune chiede documenti che nessuno aveva previsto di preparare.
Il permesso non basta, serve anche il piano di sicurezza
Chi organizza una manifestazione pubblica pensa quasi sempre, in prima battuta, all'occupazione di suolo pubblico e alle autorizzazioni per la somministrazione di alimenti. Sono passaggi obbligati, certo, ma non esauriscono affatto gli adempimenti richiesti. La sicurezza antincendio negli eventi pubblici rientra in una normativa a parte, che coinvolge in modo diretto il Comando dei Vigili del Fuoco territorialmente competente, il quale deve essere informato con un anticipo che nella prassi locale varia dai trenta ai sessanta giorni, a seconda della complessità della manifestazione.
La richiesta più frequente che arriva dagli organizzatori è proprio quella di "sapere cosa serve" - segno che l'informazione, su questo fronte, arriva raramente in modo strutturato. Le sagre con stand gastronomici che utilizzano fornelli a gas o friggitrici, per esempio, rientrano in una categoria di rischio specifica che richiede la presenza di estintori portatili in numero proporzionato alla superficie occupata, oltre a vie di fuga segnalate e sgombre, requisito che nei mercatini allestiti in centri storici stretti diventa spesso il punto più critico da risolvere.
Le attrezzature che nessuno pensa di noleggiare
Oltre agli estintori, per le manifestazioni di dimensioni medio-grandi - quelle che prevedono un afflusso stimato superiore a poche centinaia di persone, o strutture temporanee come palchi e tensostrutture - la normativa richiede in alcuni casi la disponibilità di attrezzature più specifiche, capaci di intervenire su un principio di incendio prima che degeneri. Tra queste rientrano anche le lance antincendio, strumenti che permettono di erogare acqua a pressione controllata e che vengono generalmente richiesti quando l'evento coinvolge strutture in legno, allestimenti scenografici infiammabili o cucine da campo di grandi dimensioni.
Reperire questo tipo di materiale non è sempre immediato per un comitato organizzatore che lavora con budget limitati. Alcune pro loco si rivolgono a fornitori specializzati come Cristoffanini, che oltre alla vendita offre anche formule di noleggio pensate proprio per eventi temporanei, evitando così l'acquisto di attrezzature che verrebbero utilizzate una sola volta l'anno. È una soluzione che sta diventando più comune, complice anche una maggiore attenzione dei Comandi provinciali nel verificare la reale disponibilità delle dotazioni dichiarate nei piani di sicurezza, e non solo la loro presenza sulla carta.
Chi controlla, e cosa succede se manca qualcosa
I controlli, quando avvengono, possono essere preventivi - un sopralluogo prima dell'apertura dell'evento - oppure a sorpresa, durante lo svolgimento della manifestazione stessa. Nel primo caso, eventuali carenze vengono segnalate con la possibilità di sanarle prima dell'inaugurazione; nel secondo, la conseguenza più immediata è la sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza, con un danno organizzativo e d'immagine che per una piccola pro loco può pesare parecchio, soprattutto se l'evento è legato a un unico weekend dell'anno.
Va detto che la responsabilità in caso di incidente, anche minore, ricade in modo diretto sul legale rappresentante dell'associazione organizzatrice, un dettaglio che molti presidenti di pro loco scoprono solo firmando i documenti assicurativi richiesti per l'evento. La normativa sicurezza eventi prevede infatti una responsabilità personale che va oltre il semplice rispetto formale delle procedure, e che si estende alla verifica concreta dell'efficienza degli strumenti antincendio predisposti.
Un problema che cresce con le dimensioni dell'evento
Le sagre più piccole, quelle di paese, gestite da una manciata di volontari e con un pubblico che raramente supera le poche centinaia di persone, tendono a muoversi in una zona grigia in cui i controlli sono meno frequenti, semplicemente per una questione di risorse a disposizione dei Comandi territoriali, spesso sotto organico durante l'intera stagione estiva, quando le richieste di intervento si moltiplicano su tutto il territorio provinciale.
Le fiere di maggiori dimensioni, al contrario, con migliaia di visitatori attesi e stand numerosi, ricevono un'attenzione più sistematica, anche perché gli stessi organizzatori, ormai abituati a gestire eventi ricorrenti negli anni, hanno sviluppato una prassi consolidata nei rapporti con i Vigili del Fuoco locali. Resta il fatto che la sicurezza, in queste occasioni, dipende ancora troppo spesso dall'esperienza individuale di chi organizza, più che da un sistema di controllo uniforme applicato allo stesso modo su tutto il territorio.
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